Archive for category What you read is what you get

Jun Rail

Allora, solo allora, Jun Rail sollevò il capo dallo scrittoio e girò lo sguardo verso la porta chiusa. Jun Rail.
Il volto di Jun Rail.
Quando le donne di Quinnipak si guardavano allo specchio pensavano al volto di Jun Rail.
Quando gli uomini di Quinnipak guardavano le loro donne pensavano al volto di Jun Rail.
I capelli, gli zigomi, la pelle bianchissima, la piega degli occhi di Jun Rail.
Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o tacesse o semplicemente stesse li, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail.
La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente.
Ti impiastricciava i pensieri.
“Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.”

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Ask the Dust

“Chiedi alla polvere” è il libro più famoso di John Fante. Autore riscoperto da Bukowski, il quale ordinò la ristampa dei suoi volumi divenuti ormai introvabili. Se mi appresto a leggere un libro, considerato dalla critica e da chi lo ha letto, un capolavoro, so che irrimediabilmente ne resterò delusa. Infatti così è stato. Per i primi cinque minuti. Perchè poi ho letto l’introduzione scritta da Baricco. Ho riscoperto il libro ripensando e riflettendo sulle varie parti, apprezzandone l’ironia sottile e le tre storie parallele che appartengono al protagonista. Il ragazzo cattolico e timorato di Dio, lo scrittore, e l’innamorato non corrisposto.  Il tutto a bagno nella California, come ci suggerisce Baricco. Ci vorrebbe adesso un altro Fante, che fosse in grado di chiedere alla polvere com’è vivere il nostro tempo, la nostra indecisione e il nostro sdegno. Chissà cosa scriverebbe.

“Ask the Dust” is the John Fante’s most popular book. Author rediscovered by Bukoswki, who arranged the reprint of all his volumes becomed impossible to be found. If I’m about to read a book, considered by critics and people who actually read it, a masterpiece, I know for sure I’ll be disappointed. And it did. For about five minutes. Then I read the introduction written by Baricco. I rediscovered the book, rethinking about all the different parts, appreciating the light irony and the three parallel stories about the main character. The catholic and God fearing guy, the writer, and the one way love. Everything soaking in California, as Baricco says. We all need another Fante able to ask the dust, how is it living our time, our indecision and our outrage. Who knows what he would write.

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Full of Life

Nella lettura compulsiva della quale sono preda in questo periodo, ha trovato spazio anche John Fante. Con “Full of life” fino a ieri e con “Chiedi alla polvere” da oggi. Mi immergo sempre volentieri nelle storie, nei pensieri, nei percorsi e viaggi che gli autori fanno, spesso solo all’interno di loro stessi. Questo particolare viaggio parla dell’attesa di un figlio vista dalla prospettiva maschile. Leggere queste parole così piene di fragilità, a volte proprio di terrore, ci fa tenerezza. Perchè gli uomini sono creature semplici, e messi a confronto con elementi incontrollabili come -la vita- soccombono, almeno all’inizio. Mi viene da pensare che i nove mesi servano più all’uomo per abituarsi al nuovo arrivo, piuttosto che allo sviluppo del bambino. Un bel preavviso, una raccomandata per segnalare il pacco in arrivo. Dall’altro lato c’è il rapporto del protagonista con il proprio padre nel quale ci ritroviamo tutti. I genitori che si offendono, che hanno bisogno di attenzioni. C’è un momento, nella nostra vita, in cui riponiamo nell’armadio i vestiti da figlio e indossiamo quelli da genitore?

In the compulsive reading I’m prey of, in this period, I found some space for John Fante too. With “Full of life” till yesterday and with “Ask the dust” since today. I submerge myself with pleasure in stories, thoughts, ways and travels writers follow often only inside themselves. This peculiar trip talks about the waiting of a child from the male point of view. Reading these words so full of frailty, or even terror sometimes, tenderize us. Because men are simple creatures and towards uncontrollable elements like -life- they soccumb, at least in the beginning. It makes me think that nine months are more functional to men to get used to it, than baby’s development. A long notice, a registered mail to report the parcel. On the other side there’s the relationship with his own father in which we all recognize our life. Parents who take offence, who need attentions. Is there are moment where we put away son’s clothes and wear parent’s ones?

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“Life is the art of becoming what you already are”

E’ il primo libro di Fabio Volo che leggo. Non so il perchè. Nel senso che non c’era un motivo particolare o una reticenza che mi avesse impedito di farlo fino ad ora. Semplicemente ho letto altro. Poi mi sono trovata immersa ne “Il tempo che vorrei”. La storia sembra parlare di ognuno di noi, sembra che sia stato scritto apposta per te. Continui a leggere e pensi sia stato ad osservarti per anni, abbia raccolto le tue fobie e le abbia montate e affibbiate ad un personaggio. Non importa se il protagonista magari non abbia proprio tutte le tue caratteristiche; alcune esperienze non le hai mai fatte, ma quelle cose, tu, le hai pensate. Ti senti derubato di pensieri. E’ la stessa sensazione che ho provato leggendo “Due di due”, di Andrea de Carlo. Uno dei più bei libri di tutti i tempi. A parer mio. Ieri notte ho letto l’ultima pagina, e mi sono commossa, come se quella storia fosse vera, come se i protagonisti vivessero davvero. Sentivo il bisogno di avere il numero di telefono del protagonista. Chissà come sta? Allora stamattina, sono corsa ad ascoltare Radio Deejay. Ero convinta che mi avrebbe raccontato il seguito della storia, conclusa ieri notte.

“Dopo aver visto la porta socchiusa, Lorenzo corse per le scale..”.

This is the first Fabio Volo’s book I read. Don’t know why. This is not for a peculiar reason or a reticence that stopped me from doing it. I read other books, simply. Then I found myself absorbed in “Il tempo che vorrei”. The story seems to tell about all of us, and be written just for you. You keep reading and think he’s been watching you for years, and has collected your phobias, built and stuck on a figure. It doesn’t matter if the main character hasn’t just all your oddities; you didn’t have those experiences, but you thought a lot about those things. You feel robbed of thoughts. It’s the same feeling I felt reading “Due di due” by Andrea De Carlo. One of the most beautiful books of all times. My opinion. Last night I read the back page and I moved, It was like that story was true, like the characters actually lived. I desired the phone number of the main character. How is he?! So this morning I listened Radio Deejay. I was sure that he would tell me the rest of the story, ended last night.

“After he saw the door half open, Lorenzo ran down the stairs..”

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Carlos Ruiz Zafón

Menomale esistono i libri, mi vien da dire guardando il tempo che c’è fuori. In effetti, come sarebbe triste la vita se non ci fosse qualcuno che ti racconta, parola dopo parola, una storia.

Carlos Ruiz Zafón. Se amate Barcellona e le sue strade assolate, ma in alcune ore un pò misteriose, questo è il vostro scrittore. Devo dire che mi ha conquistato sia dal punto di vista del contenuto che della forma. Misteri su misteri, storie fantastiche che ti tengono aggrappato al libro e non ti lasciano andare fino a che non hai letto l’ultima pagina. La forma è sostanzialmente semplice, ma è condita da metafore apprezzabili. Ti fanno entrare all’interno della storia più di quanto tu voglia. E si rimane cullati da una Barcellona antica ma ormai evoluta che non esiste più, e che viene raccontata attraverso storie sinistre quasi magiche, aspettando il momento in cui potremmo tornare, ancora una volta, a passeggiare per le sue strade -un tempo- (o adesso più che mai) maledette.

God bless the books, It’s what I have to say looking at the weather outside. Life would be so sad without somebody telling you, word after word, a story.

Carlos Ruiz Zafón. If you love Barcelona and the sunny,  but sometimes a little mysterious, streets, this is your writer.  He won my interest from the point of view of the content and the style. Mysteries after mysteries, fantastic stories keep you hold onto the book and won’t let you go until the last page has been read. The style is simple but is larded by very significant metaphors. They get you into the story more than you want to. We stayed rocked by an ancient Barcelona which is now evolved and it doesn’t exist anymore;  it’s told through strange and almost magic stories, waiting for the moment we’ll come back one more time, walking in those streets -once- (or now more than ever) cursed.

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