Archive for category Serious Stuff

Hello-Goodbye (2)

Sometimes all the life/death thing is just too complicated to understand. It’s like a wave which sweeps some of us away, while the rest can just only watch it happening. This is the main form of frustration: you’re an unarmed witness with nothing left to say.
And sometimes the world is so small and we like it that way.

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Acqua For Life Challenge: Giorgio Armani e una goccia d’acqua nel mare della speranza.

L’acqua costituisce il 65% della massa corporea dell’uomo e ricopre i 4/5 delle terre emerse sul nostro pianeta. E’ parte di ogni organismo vivente sulla terra, a partire dalla cellula.
Un uomo può sopravvivere per un periodo relativamente ampio senza cibo, ma pochissimi giorni senza acqua.
Dove c’è acqua c’è speranza.
L’acqua è la salvezza e il postulato del futuro, la speranza di sopravvivenza, ma ancora oggi un bambino muore ogni venti secondi per mancanza di acqua o per contaminazioni e mancanza di misure igieniche adeguate.
Per questo motivo Giorgio Armani in collaborazione con Green Cross International (http://www.gcint.org/) si impegna a fornire litri di acqua potabile e a costruire pozzi per la popolazione del Ghana dove il 40% della popolazione rurale non ha accesso all’acqua potabile.
E’ una gara di solidarietà in cui ognuno di noi può fare la sua parte. Sul sito www.acquaforlifechallenge.org possiamo assistere in diretta all’incremento dei litri di acqua, goccia su goccia. Dal primo marzo, ogni profumo Acqua di Giò o Acqua di Gioia acquistato genererà una donazione di 100 litri di acqua all’anno ai bambini e alle loro comunità. Con il codice che trovate sulla bottiglia avrete la possibilità di continuare l’azione on line .
Partecipiamo numerosi, su Facebook o su Twitter. Condividiamo quindi, andando all’origine di questa magnifica parola “cum+dividere” quindi “avere in comune“. L’acqua è il nostro massimo comune denominatore.
Goccia su goccia, costruiamo il mare della speranza.

Water represent 65% of the human body and covers 4/5 of the lands above sea level, on our planet. It’s part of every living organism on earth, since the cell.
A man can survive for relatively long period without food, but just few days without water.
Where the water is, there’s always hope.
Water is the safety and the postulate for the future, the hope to survive, but still now a kid dies every 20 seconds for lack of water or contaminations and lack of proper hygienic measures.
That’s the reason why Giorgio Armani in collaboration with Green Cross International (http://www.gcint.org/), is committed to provide potable water and to build wells for Ghana which has 40% of rural population with any acces to potable water.
It’s a solidarity challenge, where everyone can do the best. On the website www.acquaforlifechallenge.org we can see live the increase of water, drop by drop. From the 1st of March, every perfume Acqua di Giò or Acqua di Gioia bought, will generate a donation of 100 litres of water for year to the kids and their community. With the code you find on the bottles you’ll have the chance to continue the action on line.
Let’s take part in it, on Facebook or Twitter. So, let’s share, thinking at the origin of this wonderful word “condividere, cum+dividere“, so “have in common“. Water is our greatest common denominator.
Drop by drop, let’s build the sea of hope.

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In Elegance I Trust.

L’eleganza non si indossa. E’ un velo o un’aura dalla quale, se si è fortunati, si è avvolti anche se non si vuole. Accompagna le parole con puntini di sospensione, delinea sguardi sempre non troppo indiscreti, ci fa muovere come palloncini leggeri sopra dei cactus. E’ uno stato mentale, un modo di vivere che ci caratterizza oppure si detesta. L’eleganza non ha niente a che fare con l’altezza dei tacchi o dalla firma sulla borsa, esula dall’arroganza finta intellettuale, disprezza la saccenza. E’ come un fiume che fluisce sì inesorabile, ma col permesso del letto sul quale scorre. E’ il vento tra i capelli, la fiducia ricambiata. Una bella canzone, la fine sperata di un libro, i titoli di coda. E’ uno sguardo benevolo, una passeggiata, una palla che rotola in discesa. Non più bugie per favore. Guardo degli spettacoli dove mi aspetto che da un momento all’altro si chiuda il sipario. Invece si tratta solo del primo atto di un’opera infinita. L’eleganza è nel volto di chi è sincero.

In Elegance I trust.

Elegance is not wearable. It’s a voile or an halo from which, if lucky, we’re surrounded even if it’s invisible. It comes along with words with suspension points, outlines always not too intrusive looks, it let us move like light baloons on cactus. It’s a state of mind, a way of living which portray us or it’s odious. Elegance has nothing to do with heels or the brand of the bag, escapes from arrogance false intellectual, despice pomposity. It’s like a river floating implacable but with the permission of the creek bed. It’s the wind through the hair, well returned trust. A good song, wished end of a book, a walk,  a rolling ball in slide. No more lies please. I look at shows where I’m expecting any moment that the curtain will draw. But this is the first act of an neverending story.
Elegance is in the eyes of those sincere.

In Elegance I trust

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Moving to Oslo.

Ci hanno insegnato la parità sessuale, vista come traguardo finalmente raggiunto dopo molti anni di sottomissione femminile. Ma appena sotto questa patina di egualitarismo le differenze rimangono e permangono quando cominciamo a parlare di lavoro. Viviamo in un paese dove le donne hanno la possibilità di studiare, laurearsi, viaggiare e riuscire così ad ottenere, con merito, posizioni manageriali equivalenti a quelle degli uomini. Tutto ciò fino alla gravidanza. Diritto fondamentale per le donne, ma che diventa motivo di discriminazione probabilmente per questioni che riguardano il tempo da dedicare al lavoro o alla disponibilità a trasferte o molto banalmente per conservatorismo. Paesi nord europei come la Norvegia stabiliscono, per legge, il congedo parentale per entrambi i genitori. Le due figure genitoriali e di conseguenza le loro occupazioni assumono la stessa importanza di fronte alla legge e all’interno della società. Quindi anche i padri e madri hanno diritto (e dovere)  a trascorrere del tempo a casa con il neonato senza la paura, per entrambi, di tornare a lavoro e vedersi surclassati da altri.

In Norvegia, in ogni azienda il 50% degli impiegati è costituito da donne, e la stessa percentuale è presente in Parlamento. Le donne vengono rappresentate: la loro cultura e la loro preparazione viene utilizzata e vista come risorsa. Non sono costrette, come invece accade qui, a scegliere tra carriera o famiglia. Se consideriamo poi che solo una percentuale molto esigua di donne ricoprono ruoli manageriali anche prima della gravidanza, ciò la dice lunga sul livello di meritocrazia e di tessuto sociale ne quale ci troviamo.

Se parliamo però di pubblicità il corpo femminile viene usato per reclamizzare molteplici prodotti, dai telefoni allo yogurt alle macchine. Basta accendere la tv per vedere come la sessualità venga messa in evidenza e utilizzata come veciolo per concentrare l’attenzione. Forse succede in Italia perchè Belen in bikini avrebbe molto più freddo ad Oslo o probabilmente perchè un bel corpo vende più di uno slogan informativo. Ma mi chiedo se è questo il paese nel quale vogliamo vivere. Me lo chiedo da molto. Mi piacerebbe poter lavorare con le donne, e per le altre donne, in modo da far crescere ed evolvere questa società. Società radicata a stereotipi e alla conservazione di una condizione che non ci fa essere competitivi nei confronti degli altri paesi e fieri di ciò che siamo.

Considerazioni un pò troppo tristi per questo inizio di Ottobre.

Per saperne di più, questo è il documentario realizzato per la trasmissione Presa Diretta, dal giornalista Riccardo Iacona.

Presa Diretta

They taught us the sex equality, seen as a goal finally achieved after many years of female submission. But under this thin gloss of egalitarianism,  gaps remain and overstay when we talk about work. We live in a country where women have the chance to study, graduate, travel, then get, deservedly,managerial jobs as important as mens’. All this until pregnancy, essential right for women, which become a reason for discrimination for working time issues or problems about availability to be away or simply conservatism. North Europe countries like Norway set, by law, the parental leave for both of parents. The two parent figures, their jobs assume the same important for law and in the society. So fathers  and mothers have the right (and duty) to spend time with their kids without the fear of coming back to work and being outclassed by others.

In Norway, in every company 50% of employees are women, and the same percentage in Parliament. Women are represented, their culture and qualification are well used and seen as a resource and are not forced to choose between family and career. If we think that a really small percentage of women have menegerial jobs in Italy, It says so much about meritocrazy and social fabric where we live.

If we talk about advertising, female body is used to publicize many products from phones to yogurts to cars. We switch on the tv and it’s clear how sexuality is enphasized  and used like vehicle to focus the attention on products. Maybe it happens here because Belen in bikini would be cold in Oslo, or maybe because a beautiful body sells more than an informative slogan. But I’m wondering if this is the kind of country I want to live in.  I would like to work with and for other women, to let this society grow. Society ingrained in stereotypes and in saving a condition that doesn’t let us be competitive, compared to other countries and proud of who we are.

Sad thoughts for these first days of October.

To have more informations, this is the inquiry realized for the tv show Presa Diretta, by the journalist  Riccardo Iacona.

Presa Diretta

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