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Why I like Jean Louis David.
Posted by In Elegance We Trust in Why I Like on January 21, 2011
Porto i capelli tendenzialmente lunghi, non li coloro, al limite una volta l’anno dopo l’estate, per eliminare i riflessi chiari e adesso ho un taglio pari il che corrisponde, per i parrucchieri a “noioso a morte”. Appena mi vedono, scorgo nei loro occhi la luce dell’artista, vorrebbero convincermi in ogni modo a cambiare look, mi sottopongono cataloghi su cataloghi, nuovi tagli alla moda, colpi di sole, riflessanti, ciocche colorate, frangia. La delusione è palpapile quando dico che sono venuta solo per una “spuntatina”. Lo so, sono noiosa, però credo di non aver ancora superato lo shock di alcuni anni fa quando, convinta dal parrucchiere a schiarire delle chiocche, mi sono ritrovata completamente bionda. E dico bionda. Considerando le mie sopracciglia e la mia carnagione, mi sembrava di vivere un incubo.
Cambio spesso salone, mi piace provare parrucchieri diversi, non ho quello di fiducia. Detto questo, appena seduta sulla sedia e, dopo averlo convinto che no, non farò un carrè e preferirei rasarmi a zero piuttosto che ripetere l’esperienza dei colpi di sole, iniziano le domande di rito: “Sei di qui? Quandi anni hai? Sei laureata? Sei fidanzata? Lavori?”. Considerando che mi sono appena messa a sedere, dopo l’asciugatura saprà anche il mio codice fiscale. Brutto modo per iniziare. So che, probabilmente, queste domande vengono considerate normali nell’interazione di servizio tipica del salone di parrucchieri. Non so se servano più a mettere a proprio agio il cliente o a farsi un pò i fatti degli altri. Tagliarsi i capelli è come farsi un massaggio, andare in una spa, ci dovrebbe essere silenzio, candele profumate e musica d’atmosfera. Ed arriviamo al motivo per cui mi piace Jean Louis David. Nel momento in cui indossi la veste con attaccato il bigliettino con su scritto cosa diavolo sei venuta a fare, inizia il percorso del rilassamento interrotto solo da domande plausibili come “L’acqua è di suo gradimento?” e non “Hai un anello all’anulare, vuol dire che stai per sposarti?”. E poi adoro quelle macchinette elettriche con cui tagliano i capelli. I capelli che dovrebbero risultare pari, sono pari veramente! Eureka! E non quasi pari, come mi è capitato molte volte di notare tornando a casa. Certo, bisogna stare allerta per quanto riguarda gli shampoo speciali che, inesorabilmente, ti ritroverai sul conto se (come me) hai difficoltà a dire di no. Ma alla fine, cosa sono dieci euro in più in cambio del molto apprezzato silenzio?



