Very much in love with Fauchon.

Just back from Paris and I really miss my Fauchon little chocolate cake. It was love at first sight, it was all alone in the shop window and was certainly waiting for me.
This luxury gourmet store really stole my heart. Even a salad is something special there. They were all displayed on the fridge, with that catchy color. And the visual impact was just the tip of the iceberg. The cake was delicious, not too sweet, a well balanced taste.  Can’t wait to come back.

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Hello-Goodbye (2)

Sometimes all the life/death thing is just too complicated to understand. It’s like a wave which sweeps some of us away, while the rest can just only watch it happening. This is the main form of frustration: you’re an unarmed witness with nothing left to say.
And sometimes the world is so small and we like it that way.

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Cronaca del primo e ultimo pomeriggio in palestra.

Dopo aver passato gli anni dell’infanzia ad allenarmi per diventare la nuova Nadia Comaneci e in seguito, avendo sfiorato l’agonismo nel nuoto ho deciso che l’unico sport che avrei perpetrato sarebbe stato la cyclette. Puro mantenimento. Diciamo pure che campo di rendita per lo sport fatto da piccola. I trenta però si avvicinano, quindi, spinta dal desiderio di essere più in forma e aiutata anche dal nuovo dio Groupon, ho acquistato un abbonamento in palestra di due mesi. L’elemento che mi interessava di più non era la palestra in sè: quindi pesi, attrezzi, e altre macchine per me totalmente inutili. No, la mia propensione all’acquisto si è tramutata in -comportamento- solo ed esclusivamente perchè, tra le attività comprese nell’irrisoria cifra di 19,90€, c’era lo yoga. Yoga: parola che mi risuona in testa dagli anni del liceo, un miraggio, un’utopia, l’albero della cuccagna. Molto soddisfatta di me stessa, per aver colto l’attimo, vado al mio primo giorno di palestra e scopro che lo yoga non c’è, l’hanno bannato, eliminato, escluso perchè non ci sono abbastanza iscritti. Dopo aver appreso la notizia, dalla fin troppo entusiasta ragazza, decido di far tesoro di questi due mesi. Troverò un cavolo di corso di mio gradimento! Mi mostrano la palestra, mi fanno correre sul tapis roulant, un gentile ragazzo vuole farmi a tutti i costi la “Scheda”, cosa che mi atterisce. Mi dice che sono in forma ma che magari a quasi trenta anni il metabolismo cambia, c’è bisogno di drenare. Ora, forse tua sorella ne avrà più bisogno di me, ma comunque sorrido dicendo che sì, il metabolismo cambia e che farò tesoro dei suoi consigli. Corro, corro con passione forse distratta da Mtv che grazie al cielo stanno trasmettendo nella mega tv davanti alla mia postazione. Vedo tutte queste persone così prese da loro stesse, le vedo correre e correre, pedalare, sollevare, stirare, potenziare. Mi sembra un grande autoerotismo ginnico. Conclusa la mia session vado a fare la doccia. Entro nello spogliatoio e ci sono donne che conversano amabilmente con i seni penzoloni  e senza mutante, dei parenti che dovranno arrivare il giorno dopo a casa. E lo fanno con una nonchalance che mi disorienta, mi spaventa. Faccio la doccia e scappo. Di volata.
Saluto e dico che ci vedremo sicuramente mercoledì. Sì, sicuramente. Mai più tornata.

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Sweet Dreams

Sono giorni intensi, impegnati, ma molto appaganti. Parlo una lingua che non è la mia, con persone che forse non rivedrò mai più. Mi raccontano la loro giornata, episodi particolari che saranno oggetto di intere cene  nelle quali parleranno delle vacanze appena trascorse. Li vedo arrivare, con i loro occhi pieni di speranza, la loro valigia piena, e ti consegnano il loro tempo così, tutto insieme. Sembrano dirti “E’ tuo, fanne ciò che puoi e fà meglio che puoi” . Noi lo prendiamo in prestito, un pò titubanti ma felici, cercando di farlo fruttare al massimo, al 100%. Ed è una scommessa continua. La complessità e la felicità spesso sta nelle piccole cose, un fiore profumato nella biancheria, il ristorante giusto, la caramella sul comodino.
Poi rimettono la valigia in macchina e con aria triste accendono il navigatore, ti salutano con la mano e usciti dal cancello inizia la storia: “This summer I spent some days in a lovely hayloft called..”

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Hi-Tech

All this technology is driving me crazy.

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Enjoy the trip.

In Elegance We Trust in questo periodo ha molte idee, troppi sogni, qualche speranza e molti punti interrogativi. Non riesce spesso ad essere di aiuto come vorrebbe e questo le crea non poca frustrazione. La perfezione non è di questo mondo.  Almeno cerco di fare del mio meglio, anche se spesso ciò non è abbastanza. Molta confusione su progetti, ostacoli mentali, progetti, case da trovare, città straniere. Forse è anche piacevole evitare, per adesso una vita già pronta e confezionata in una bella ma vuota scatola. A volte c’è solo bisogno di spensieratezza. Solo per un altro pò. Mi consolo la sera, accoccolandomi ad un libro di Baricco. Adesso sta a “Castelli di Rabbia”. Ne leggo uno ogni tanto, intervallandoli, questi capolavori, ad altre letture che considero medie. Per riassaporare ogni volta il genio di questo autore che ogni volta mi regala immagini sorprendenti e parole piene di significato.  Non è sempre facile stare con se stessi e spesso sono proprio gli altri che ti incanalano sui giusti binari. Non si basta a se stessi. In qualche giornata particolarmente contorta riesco a carpire il profondo significato di queste sei parole messe insieme. Eppure si va avanti, forse per inerzia, forse per rassegnazione alla continuità. Bisogna sempre fare, anche se non si sa bene cosa. Poi la vita a volte ti sorprende con spicchi di felicità che non credevi neanche possibili. Sono momenti che bisogna custodire, perchè ci sono pochi giorni degni di nota in una vita intera, si vive solo per collezionarne un pò.
Come la gioia indescrivibile di aver visto nascere della verdura piantata da noi e da me soprattutto, cittadina doc. Saltare alla vista del prezzemolo e rucola non è cosa da poco. Ho imparato che a volte, quando ci sono troppe cose da gestire, troppi intoppi, è utile pigiare Stop. E ricominciare. Da un seme piantato, da un libro, da un progetto. Alla fine si tratta di questo: cadere ma rialzarsi.

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Riassunto conciso.


Servizi televisivi sulle tonnellate di colombe prodotte, anni che passano, gite fuori porta, fanghi rimandati, dolori, feste, mare, tempo orrendo e freddo al posto di sole e dolce temperatura, qualche regalo, progetti futuri, molti pensieri, metri quadrati nei quali è possibile vivere senza sentirsi in un’arnia, imparare il francese, accordi di chitarra, bucato, scarpe bellissime.

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Jun Rail

Allora, solo allora, Jun Rail sollevò il capo dallo scrittoio e girò lo sguardo verso la porta chiusa. Jun Rail.
Il volto di Jun Rail.
Quando le donne di Quinnipak si guardavano allo specchio pensavano al volto di Jun Rail.
Quando gli uomini di Quinnipak guardavano le loro donne pensavano al volto di Jun Rail.
I capelli, gli zigomi, la pelle bianchissima, la piega degli occhi di Jun Rail.
Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o tacesse o semplicemente stesse li, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail.
La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente.
Ti impiastricciava i pensieri.
“Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.”

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Seduction & perfumes all in 30 seconds.

Devo fare attenzione quando guardo le pubblicità dei profumi.
Esercitano un’empatia e attrazione tale sulla mia mente, più di ogni altra pubblicità di ogni altra categoria merceologica.
Sarà per l’effetto evocativo, perchè comprende un senso così astratto ma allo stesso tempo fondamentale. Perfino l’attrazione tra due persone avviene attraverso il “riconoscimento” dell’altrui profumo. Il profumo rappresenta l’emblema del brand: per marchi rock la fragranza avrà caratteristiche e note olfattive più sviluppate e decise, mentre per marchi più femminili che si basano sull’eleganza, le note base saranno fiorite. Riconoscersi in un tipo di profumo equivale ad accettare il brand nelle sue particolarità. E la pubblicità ci aiuta in tale processo. Ci seduce facendoci ammirare la delicata ma forte Keira Knightley che salta sulla moto per Chanel. Un misto tra seduzione e forza. Ci delizia con Natalie Portman che nell’intimo della propria camera si prova abiti, fa il bagno e gioca col fidanzato, per Dior.
Il tutto davanti ai miei occhi estasiati e complici dell’altrui femminilità.

I’ve to be carefull as I watch perfumes advertising.
They exert such an empathy and attraction on my mind, more than any other advertising of any product.
Maybe for the evocative effect, because regards a sense so abstract but essential at the same time. Even the attraction between two persons occurs with the other’s perfume “recognition”. Perfume is the symbol of the brand: for rock brands the fragrance has strong olfactory notes, while for more feminine brands based on elegance, the notes will be flowery.
Recognizing with a kind of perfume means accepting the brand in its peculiarity. And the advertising helps. It seduces, showing us the delicate but strong Keira Knightley who jumps on the bike, for Chanel. A mix between seduction and strenght. It delights us with Natalie Portman in the privacy of her bedroom who tries on some dresses, takes a bath and plays with the boyfriend, for Dior.
All in front of my eyes, delighted and accomplice of their femininity.

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Acqua For Life Challenge: Giorgio Armani e una goccia d’acqua nel mare della speranza.

L’acqua costituisce il 65% della massa corporea dell’uomo e ricopre i 4/5 delle terre emerse sul nostro pianeta. E’ parte di ogni organismo vivente sulla terra, a partire dalla cellula.
Un uomo può sopravvivere per un periodo relativamente ampio senza cibo, ma pochissimi giorni senza acqua.
Dove c’è acqua c’è speranza.
L’acqua è la salvezza e il postulato del futuro, la speranza di sopravvivenza, ma ancora oggi un bambino muore ogni venti secondi per mancanza di acqua o per contaminazioni e mancanza di misure igieniche adeguate.
Per questo motivo Giorgio Armani in collaborazione con Green Cross International (http://www.gcint.org/) si impegna a fornire litri di acqua potabile e a costruire pozzi per la popolazione del Ghana dove il 40% della popolazione rurale non ha accesso all’acqua potabile.
E’ una gara di solidarietà in cui ognuno di noi può fare la sua parte. Sul sito www.acquaforlifechallenge.org possiamo assistere in diretta all’incremento dei litri di acqua, goccia su goccia. Dal primo marzo, ogni profumo Acqua di Giò o Acqua di Gioia acquistato genererà una donazione di 100 litri di acqua all’anno ai bambini e alle loro comunità. Con il codice che trovate sulla bottiglia avrete la possibilità di continuare l’azione on line .
Partecipiamo numerosi, su Facebook o su Twitter. Condividiamo quindi, andando all’origine di questa magnifica parola “cum+dividere” quindi “avere in comune“. L’acqua è il nostro massimo comune denominatore.
Goccia su goccia, costruiamo il mare della speranza.

Water represent 65% of the human body and covers 4/5 of the lands above sea level, on our planet. It’s part of every living organism on earth, since the cell.
A man can survive for relatively long period without food, but just few days without water.
Where the water is, there’s always hope.
Water is the safety and the postulate for the future, the hope to survive, but still now a kid dies every 20 seconds for lack of water or contaminations and lack of proper hygienic measures.
That’s the reason why Giorgio Armani in collaboration with Green Cross International (http://www.gcint.org/), is committed to provide potable water and to build wells for Ghana which has 40% of rural population with any acces to potable water.
It’s a solidarity challenge, where everyone can do the best. On the website www.acquaforlifechallenge.org we can see live the increase of water, drop by drop. From the 1st of March, every perfume Acqua di Giò or Acqua di Gioia bought, will generate a donation of 100 litres of water for year to the kids and their community. With the code you find on the bottles you’ll have the chance to continue the action on line.
Let’s take part in it, on Facebook or Twitter. So, let’s share, thinking at the origin of this wonderful word “condividere, cum+dividere“, so “have in common“. Water is our greatest common denominator.
Drop by drop, let’s build the sea of hope.

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